Mi piace ogni tanto
salire
la piccola erta
davanti alla chiesa
di San Valentino;
sognare
un bambino
dagli occhi smarriti
che stringe la destra
alla giovane madre;
entrare furtivo
nell'aula di prima
di fianco al sagrato
e chiamare:
"Maestra!..."
Ma l'eco del tempo
riporta la voce
di giovani donne
siccome un lamento:
"Continua il cammino !
La mamma,
la tua maestra
vicino, vicino
ti seguono ancora:
Su, porgi la mano!
La strada continua,
l'arrivo è lontano.
Cammina, aspettiamo!
Sapessi:
che luogo tranquillo,
sereno,
qui sotto i cipressi !"